La corretta deducibilità di queste spese può influenzare in modo sostanziale la fiscalità aziendale. Se viaggi per lavoro è importante tenere traccia di tutte le spese per ottenere un rimborso di tutto quello che è stato speso Dal 2025 sono cambiate le regole di rimborso e di esenzione fiscale e previdenziale per le spese di viaggio sostenute dal lavoratore in occasione di trasferte effettuate entro il territorio.
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Il rimborso delle spese di alloggio varia in base alla sede di lavoro del dipendente, indicata nel contratto di lavoro e ubicata nell'unità produttiva dell'impresa o, in alternativa, presso il domicilio fiscale del collaboratore.
Questa guida ti spiegherà, in modo chiaro e con esempi pratici, come funziona questo rimborso “forfettario” di 15,49 euro (o 25,82 euro per l’estero), quali sono i limiti, le alternative, e cosa cambia con le novità introdotte dalla legge di bilancio 2025.
Tra tolleranza, giurisprudenza ed eccezioni, vi consigliamo di rivolgervi a un esperto di diritto del lavoro, sia per la stesura dei contratti che per rispondere a domande specifiche sui viaggi di lavoro. Dal punto di vista generale, si ricorda che per quel che riguarda i dipendenti è necessario distinguere tra le trasferte e missioni all’interno del comune o fuori dal territorio in cui si trova la sede di lavoro. Le novità apportate dalla legge di bilancio 2025 sulla detraibilità delle spese relative ai viaggi di lavoro. In aggiunta, la norma prevede che possano essere riconosciute dal datore di lavoro anche le spese di viaggio e le spese di trasporto (compresa l’indennità chilometrica) senza concorrere alla determinazione del reddito di lavoro dipendente nel caso in cui tali spese siano analiticamente documentate.
Esistono 3 sistemi alternativi di rimborso delle spese sostenute da dipendenti e collaboratori in occasione di trasferte al di fuori del territorio comunale in cui si trova la sede di lavoro: